Pensiero

I valori di Salvatica

Il pensiero di Salvatica rappresentato da sei concetti chiave:


Natura selvatica – selvaggia e locale, da scoprire, conoscere, rispettare.

Paesaggio salvifico – stratificazione di pratiche, consuetudini, luoghi. Il paesaggio di bellezza che salva.

Biodiversità dei saperi – la diversità come valore, della natura come dell’uomo, attraverso la conoscenza.

Autoproduzione rivoluzione – i cambiamenti possibili a partire dal sé, attraverso una somma di piccole cose.

Sapore dei luoghi – il cibo, l’alimentazione, le piccole produzioni locali, la qualità dei prodotti artigianali.

Ricerca rurale – lontano dalla città, si ricercano stili di vita sostenibili a contatto con la natura.


Salvatica persegue i suoi valori organizzando attività, laboratori, workshop, visite, escursioni.

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Significati

Salvatica?  Il nome è nato da una citazione di Mario Rigoni Stern, ma molto altro abbiamo scoperto poi…
Questa sezione raduna riferimenti liberi a Salvatica, mandaci il tuo, lo pubblichiamo!

 

L'Arboreto-Salvatico

 

 

 

 

Mario Rigoni Stern, Arboreto Salvatico, Einaudi, Torino 1991.

 

 

 

 

 


dizionario-botanico-italiano

 

 

Ottaviano Targioni Tozzetti,

Dizionario botanico italiano, Firenze 1809.

pag. 29, voce Castagna Salvatica

 

 

 

 


L’uomo selvatico è un essere umano leggendario presente in molte tradizioni popolari italiane, soprattutto alpine e appenniniche, dove assume nomi diversi a seconda della lingua locale: ommo sarvadzo invaldostano, urciat nel dialetto della Valchiusella, òm sërvaj in piemontese, homo salvadego secondo le iscrizioni del XV secolo in Valtellina, om pelos nei dialetti trentini, om salvàrech inbellunese, om salvädag in piacentino, òmen salvâdg in bolognese, om sarvadegh in Lunigiana e omo salvatico in Garfagnana e alta Versilia.

Wikipedia, l’enciclopedia libera – licenza Creative Commons

« È sostanzialmente un comune mortale che vive al di fuori del consesso umano preferendo i luoghi isolati, la montagna, il bosco. A contatto con la natura ha esaltato al massimo le sue caratteristiche fisiche che gli assicurano la vita: forza, robustezza, fiuto eccezionale per inseguire la preda. È timido, rifugge dal prossimo isolandosi al punto tale da attenuare le sue capacità psichiche fino alla stupidità. Non si lava né si pulisce. Non si rade né si taglia i capelli cosicché questi si fondono raggiungendo le ginocchia. Per questo diventa una figura terrificante esaltata dalla pelle di caprone con cui si ammanta. Un atto gentile lo intenerisce. A volte sente il bisogno di fraternizzare con gli uomini. Allora si ferma insegnando loro i mestieri della malgazione, della lavorazione dei latticini di cui è maestro. »

Giuseppe Sebesta – Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca

 

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Marina Marcolin, Selvatica, acquerello, personal Work 2015

thanks to Pierfrancesco Stella

 

 

 

 


 

 

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Salvatore Merche, I figli della Salvatica, Pia società San Paolo, Alba 1927.

Romanzo storico sardo del tempo della guerra

 

 

 

 

 

 


 

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Nicolò Tommaseo e Bernardo Bellini, Dizionario della lingua italiana, Dalla Società L’Unione Tipografico-Editrice, Torino 1861.

“ALLA SALVATICA. Posto avverb., vale Salvatica-mente, Con modo e costume salvatico. Lasc. Cen 1. Nov. 6. (M.) L’altra volta ch’io ci fui, con esso voi mi portai un poco alla salvatica, e quasi villanamente.”

 

 

 


PROSSIME ATTIVITÁ DI SALVATICA

DOV’É SALVATICA?